
REPERTI
c/o Francesco Terzago
Incisione su pietra
Calice al Cornoviglio, La Spezia
2023
Reperti è un pretesto. Un pretesto per mischiare le nostre sensibilità. Più semplicemente possiamo dire che a novembre del 2023, per circa un mese, sul confine che separa Liguria e Toscana, ci siamo messi in ascolto. Un ascolto reciproco e di una comunità. Abbiamo ascoltato le persone che vivono in quel territorio, le loro urgenze, conosciuto la percezione che hanno di quest’area ricoperta di boschi e costellata di antiche rovine; un paesaggio terrazzato colonizzato dai lecci e dove il pascolo è stato sostituito dalle fronde degli alberi mentre i castagni inselvatichiti danno riparo a una policromia di viventi.
Ci siamo immersi nella natura del calicese rapportandola alle attività umane che, da secoli, plasmano questo territorio. Ci siamo posti in ascolto della comunità per registrare storie, superstizioni, emozioni collettive. E farlo in un contesto nel quale non è possibile tralasciare il rapporto tra tutti i viventi.
Sono stati percorsi antichi sentieri con sole, pioggia e con un ritmo volutamente incerto, si è idugiato su piante, funghi e licheni, su rocce e segni antropici, e tracce delle vie animali; ascoltato lo scricchiolio degli alberi sollecitati dal vento e il gorgogliare dei torrenti e quello dei passi dei cacciatori e dei fungaioli; testimoniando nelle nostre menti la permeabilità dell’esperienza umana e della sua limitatezza, quando la si pone dinanzi alla complessità degli ecosistemi.
Reperti desidera innestare la poesia all’interno delle aree interne proponendo una ricerca espressiva che sovrappone poesia a suggestioni di tipo megalitista.
A prima vista il lavoro finale può rassomigliare a dei menhir ritrovati in quest’area, e custoditi in svariate strutture museali, in questo caso bassorilievi con un’iconografia attualizzata che ricordano le statue steli della Lunigiana storica.
Come dispositivo è stata scelta infatti la pietra, reperita nel greto dei ruscelli, che abbiamo processato, in loco nelle ore di buio. Così abbiamo potuto dedicare il giorno a sopralluoghi, lavoro sociale ed esplorazione.
Queste superfici hanno così accolto i nostri testi, caratterizzati da uno scriptio continuo e da un formato verticale 16X9; un processo che le ha trasformate in reperti fittizi, installati in luoghi ripari, a stretto contatto con l’acqua, in modo tale da riassumere nella ricollocazione l’elemento lapideo una narrazione ai posteri di un contemporaneo sfuggente e impalpabile.
















