
RIFRAZIONE
a cura di Carlotta Ramo e Acronima APS
Con la gentile collaborazione di Paolo Santamaria
Museo delle Città del Mondo, Palermo, 2025
Tecnica mista su muro, pittura e incisione
Come un passaggio obbligato l’opera accoglie i visitatori del Museo delle Città del Mondo, imponendosi come una soglia inevitabile. Una rifrazione. Al centro, inciso sul muro, una domanda: Dove si nasconderanno i nostri occhi quando non sarà più possibile voltare lo sguardo?
Una rifrazione appunto, come ciò che accade alla luce – o allo sguardo – quando incontra un ostacolo, una realtà che non può attraversare indenne. Lo sguardo dunque non è mai neutro: si piega, si deforma, si carica di senso. Con un gesto essenziale, l’artista affida alla parete la funzione di specchio e barriera.
In un presente saturato da conflitti che ci arrivano continuamente sotto forma di immagini a cui troppo spesso il nostro occhio si abitua – dal genocidio in corso a Gaza ai naufragi nel Mediterraneo, dalle occupazioni alle marginalità invisibili delle nostre città – l’opera non chiede commozione, ma presenza. Ci costringe a riconoscere che voltare lo sguardo è già una scelta, e che non poterlo fare racconta chi siamo.
Tra pittura e incisione, l’opera si innesta nel corpo architettonico del museo come una ferita. Non urla, non mostra, non illustra. Lascia sospesa una domanda, facendo vibrare il silenzio della risposta. E nel momento in cui ci domandiamo dove si nasconderanno i nostri occhi, l’opera ci ricorda che forse non c’è più un luogo dove farlo.




